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ANCE MARCHE

Riordino e semplificazione in materia edilizia – legge della Regione Marche
30 Aprile 2015 

Riordino e semplificazione in materia edilizia – legge della Regione Marche      

 

È stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Marche (n. 37 del 30 aprile 2015) l’importante legge regionale n. 17/2015 dal titolo “Riordino e semplificazione della normativa regionale in materia di edilizia”, che ridisegna la disciplina riguardante la materia nelle Marche.

 

Ciò secondo logiche nuove di semplificazione, accelerazione ed omogeneizzazione dei procedimenti e della normativa in modo da renderla - per tutti gli operatori del settore e le imprese di costruzione in particolare - meno complessa e più chiara soprattutto a livello applicativo, nonché più aderente all’evoluzione giuridica e tecnologica intervenute.

 

La legge regionale, prendendo come base il Testo Unico dell’Edilizia DPR 380/2001, definisce nel dettaglio le opere e gli interventi realizzabili con i vari titoli abilitativi edilizi, che vengono ricondotti ai loro diversi livelli di complessità e alla effettiva rilevanza dimensionale ed economica delle opere previste.

 

In particolare la nuova normativa definisce le seguenti casistiche procedimentali, che sono:

 

-          attività edilizia libera (art. 4)

 

-          CIL, interventi soggetti a Comunicazione Inizio Lavori (art. 5)

 

-          SCIA, interventi soggetti a Segnalazione Certificata Inizio Attività (art. 6) e relativa disciplina (art. 7)

 

-          permesso di costruire.

 

 

Segnaliamo altresì come la legge regionale disciplini altri aspetti peculiari che riguardano:

 

-          l’individuazione delle diverse variazioni essenziali al progetto assentito, nonché i casi che non costituiscono variazioni essenziali allo stesso (art. 8)

 

-          la possibilità del rilascio di autorizzazioni temporanee anche in immobili destinati ad attività produttive, interessati da interventi edilizi (art. 9)

 

-          l’introduzione di specifiche deroghe, in particolare alle distanze dai confini e tra i fabbricati, finalizzate a incentivare la realizzazione di interventi sia di miglioramento del rendimento energetico degli edifici esistenti che del miglioramento/comportamento sismico degli stessi (artt. 11 e 12)

 

-          il recupero dei sottotetti ai fini abitativi, purché con altezza media non inferiore a 2,40 metri, anche in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali (art. 13)

 

-          le altezze dei locali riferite a quelli destinati alla residenza e ai soppalchi, con possibilità di autorizzare altezze diverse nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente (art. 15)

 

-          la certificazione di agibilità parziale e l’esercizio da parte del Comune della dichiarazione di inagibilità (artt. 17 e 18).

 

Per completezza di informazione, alleghiamo il testo della legge regionale n. 17/2015.